L’affido è una misura temporanea di protezione di un minore, che ha il fine di assicurargli il mantenimento, l’educazione e l’istruzione; si attua quando una famiglia, a causa di gravi difficoltà transitorie, non è in grado di assicurare al figlio minorenne l’assistenza morale e materiale necessaria.

L’affidamento viene dato a una persona singola o una famiglia.

Per avere il dettaglio delle associazioni che se ne occupano visitate il sito: http://affido.altervista.org/

L’adozione è il provvedimento con il quale il Tribunale per i Minorenni, verificato lo stato di abbandono, ovvero la mancanza di assistenza morale e materiale da parte dei genitori e dei parenti tenuti a provvedervi (nonni, zii, fratelli maggiori), tronca definitivamente il vincolo tra il minore e la sua famiglia di origine e ne costituisce uno nuovo con la coppia di genitori adottivi.

Quindi, l’affidamento è temporaneo e comporta la presenza occasionale dei genitori naturali, l’adozione è invece permanente.

Per avere la lista degli enti autorizzati visitate il sito: http://www.commissioneadozioni.it/it/gli-attori-istituzionali/gli-enti-autorizzati.aspx

Pur con sfumature diverse, sia per l’affido che per l’adozione, l’aspetto legato alle lunghe attese burocratiche, ai molti accertamenti necessari per la tutela della coppia o dei minori stessi, ai tempi tecnici causati da lunghe liste di attesa ed infine all’arrivo di un minore “estraneo”, è causa di forti implicazioni psicologiche.

E’ importante che la coppia sia consapevole fin da subito delle difficoltà che si prospettano, e che abbia la possibilità di sostenere e condividere le emozioni, le ansie, le paure come le gioie di questo percorso lungo ma intenso, confrontandosi sia con altre coppie che hanno intrapreso la stessa esperienza, sia con professionisti in grado di aiutarli, oltre a continuare a coltivare il loro rapporto di coppia, che è alla base della genitorialità stessa.